
FACCIAMOCI UNA FIABA
Ci sono storie che nascono nel cuore delle famiglie, tra le mura di casa, nelle sere in cui il sonno tarda ad arrivare o nei pomeriggi di pioggia, quando le parole diventano i mattoni con cui costruire mondi immaginari, evocare draghi, edificare castelli e far crescere la nostra fantasia.
Tutte le famiglie custodiscono un universo narrativo, con i suoi miti, i suoi linguaggi e le sue leggende, intessuto dall’amore che fa da collante alle nostre vite.
Noi vogliamo raccogliere queste storie perché sono il dono più prezioso.
Se vorrete condividerle con noi, le aggiungeremo alle altre su questo sito. Purtroppo non potremo trasformarle tutte in libri illustrati, anche se ci piacerebbe, ma alcune lo diventeranno.
NEL PAESE DI GIORNOPERGIORNO

DESCRIZIONE
Nel paese di Giornopergiorno è un libro illustrato che racconta il tempo in modo originale e profondamente umano.
Nel paese di Giornopergiorno la vita non si misura in anni, ma in ore vissute. Quando due persone si incontrano non chiedono “quanti anni hai?”, ma “quante ore hai?”. Ogni abitante porta con sé un orologio che segna tutte le ore trascorse dalla nascita.
In questo mondo nessuno aspetta il futuro e nessuno rimpiange il passato. Esiste solo il presente, un momento condiviso ma diverso per ciascuno, fatto di incontri, feste improvvise, attese e addii.
Ma vivere ognuno con il proprio tempo crea anche problemi: gli appuntamenti non coincidono, i treni non partono mai in orario e gli aerei arrivano in momenti diversi per ogni passeggero. Il tempo diventa così personale da rendere difficile vivere insieme.
Una notte, però, accade qualcosa di straordinario: tutti gli orologi si fermano e ripartono da zero. All’improvviso nessuno sa più quante ore ha vissuto.
Tutti sono +1.
Gli abitanti devono allora decidere come ricominciare a contare il tempo. Ma nessuno vuole assumersi la responsabilità di misurarlo per gli altri.
Nel silenzio generale, una donna racconta una storia di amore e perdita e guarda il suo orologio fermo su +1. In quel momento capisce qualcosa di importante: c’è ancora tempo.
Da quel giorno gli abitanti di Giornopergiorno comprendono che la felicità non consiste nell’avere più tempo, ma nel riempire il tempo di vita.
Scritto da Giada Fioravanti e illustrato da Carola Ghilardi, il libro affronta con delicatezza temi complessi come il tempo che scorre, l’attesa, la perdita e le separazioni, ma anche il valore del presente, la crescita e il cambiamento, le relazioni affettive, rendendoli accessibili attraverso immagini evocative e un linguaggio narrativo profondo ma comprensibile.

RIFLESSIONI
(dott.ssa Marica De Nigris Psicoterapeuta dell’età evolutiva e della coppia)
Questo libro offre la possibilità agli adulti di mettersi al livello dei bambini attraversando concetti a loro cari come il “qui e ora”, il senso del tempo, la routine, ma anche argomenti più impegnativi e profondi come il lutto, le separazioni, i legami, tutti temi a cui non sempre noi adulti abbiamo il coraggio, il tempo o gli strumenti per accedere in una maniera adatta a loro.
La storia tratta, in modo delicato e creativo, il concetto di perdita, non solo in riferimento a un lutto, come la morte di una persona cara, ma anche a tutte quelle occasioni in cui il bambino si imbatte nelle separazioni: un cambio di scuola, una nuova baby sitter, il trasferimento di un compagno, la malattia improvvisa di un familiare o di un amico, la separazione dei genitori. Tutte situazioni molto frequenti nella vita quotidiana e a cui noi adulti non sempre diamo la giusta importanza o un significato più profondo.
La forza di questa storia è quella di “rallentare” in qualche modo il tempo, per consentirci di fermarci, di offrire un pensiero su quei grandi o piccoli addii, ponendoci interrogativi su quanto una rapida separazione possa durare molto più a lungo nel vissuto interno, emotivo di un bambino. Abbiamo il permesso di proiettarci nell’eternità di un addio, soprattutto quando la vita reale ci impone cambi troppo repentini, a cui non siamo internamente preparati.
Buffi personaggi affannati e dipendenti da un dispositivo, che ricordano proprio il modo in cui spesso i bambini guardano al mondo degli adulti, riescono a dare spazio al tempo, riconducendoci ai momenti essenziali della vita.
Nel paese di Giornopergiorno esiste un tempo arbitrario, non lineare, che evoca quello che Jerome Bruner (1986) chiama il pensiero narrativo ovvero quella forma di pensiero che, a differenza di quello razionale, basato su ragionamenti logici e sulle leggi che ne derivano, si fonda sulla logica delle relazioni umane e del rapporto tra le azioni e gli stati interni corrispondenti.
In un mondo sempre più accelerato e carico di stimoli, il racconto ci spinge a giocare con le ore, a diventare protagonisti del tempo, a fermarlo o a sdrammatizzarlo come un buffo scioglilingua mentre leggiamo l’età anagrafica dei protagonisti. La dimensione fantastica di questo libro sembra essere dotata di una valenza affettiva che lega e ci permette di aprire una finestra sui vissuti interni dei bambini attraversando contenuti profondi senza sforzo.
Se durante o alla fine del libro il vostro bambino farà delle domande, accoglietelo come un buon segno e come un invito a non perdere l’occasione di fermare per un po’ questo tipo di tempo, che ha le qualità dell’ascolto, del legame, della condivisione.
ADATTO AI BAMBINI DI 5+